Diegozilla: Si stava meglio con il 56k?: Mi dicono che, nei favolosi tempi in cui viviamo, di un post su un blog la gggente legge soltanto le prime tre righe. Dato che a me non...
Eh sì. Si stava meglio con il 56k, con la linea perennemente occupata dalle diciotto e trenta in poi, con le bollettazze altissime (ne conservavo, fino a poco tempo fa, alcune da 176 euro A BIMESTRE per il solo consumo di Internet, chiamate escluse), senza Google e con sfilze di bookmark ad Altervista e Arianna, con le community selezionate di Usenet che per varare un nuovo newsgroup bisognava passare da una votazione e da una successiva approvazione... eccetera.
E questo eldorado, se così vogliamo chiamarlo, non è manco durato a lungo, giacché molto presto, già verso il Duemila forse, sono arrivate le connessioni free a consumo, quelle di Libero e Tiscali e compagnia cantante, che ti offrivano tante belle cose, e allora tutti a fiondarsi e a provarle tutte quante, e i newsgroup e le community si riempirono di analfabeti tecnologici che però avevano i soldi per comprarsi il modem (configurato loro dall'amico smanettone).
Il solito discorso da "Una volta qui era tutta campagna"? Forse. Ma fa un po' male vedere come i genitori lascino a scorazzare in Rete i bimbi undicenni, come quanti tecnofobi e/o palesi web-ignoranti fingano invece disinvoltura internettiana per non fare brutta figura... e come le cose buone si perdano nel chiacchiericcio della fuffa.
Sì, istituire una patente per il web sarebbe una buona cosa (e gridate pure allo scandalo e alla censura: dimostrerete di non sapere il significato di queste parole). In tal modo non torneremo ai tempi del 56k, ma almeno avremo una Rete più sana, più feconda e più gradevole.

